Cultura e tecnologia si uniscono nella nuova iniziativa della Cantina di Castelnuovo del Garda: per il suo 50° compleanno, la cooperativa veronese si è “regalata” un libro, anzi due, adottando due volumi appartenenti alla ricca collezione custodita dalla Biblioteca Internazionale “La Vigna” di Vicenza.
La nostra azienda è infatti la prima cantina sociale che aderisce al progetto “Adotta un libro” promosso dalla Biblioteca stessa: grazie al suo contributo, i due volumi sono stati trasferiti su formato digitale e ora sono scaricabili da Internet
Si tratta dell'opera di G.B.Perez “La Provincia di Verona e i suoi vini”, e del saggio di A.Marescalchi “Associazioni e cooperative enologiche”.
“I volumi scelti risalgono al secolo scorso, non sono perciò particolarmente antichi, ma sono tra i più richiesti e avevano quindi un estremo bisogno di restauro – ha detto il prof. Mario Bagnara, presidente della Biblioteca “La Vigna” - Senza l'intervento di digitalizzazione voluto dalla Cantina di Castelnuovo del Garda, presto sarebbe stato impossibile darli in consultazione. Benvenuta dunque questa operazione di adozione, che permette ad un'azienda veronese di celebrare il suo cinquantesimo di attività in modo particolarmente degno”. Dal canto suo, il presidente della Cantina, Giorgio Tommasi, ha spiegato che in questi due libri, in particolare, sono discussi temi ancora oggi di grande attualità per il mondo del vino italiano.
La presentazione dell'evento, tenutasi nella sala della Biblioteca Internazionale “La Vigna”, è stata anche occasione per riflettere sul ruolo delle cooperative vinicole nello sviluppo di un territorio: “L'iniziativa della Cantina di Castelnuovo del Garda è un atto di grande lungimiranza, perché la lettura di testi che rimandano al passato ci costringe sempre ad un bagno di umiltà, facendoci scoprire che molte delle problematiche di oggi erano già state affrontate in passato, e che noi, in realtà, non stiamo scoprendo nulla di nuovo” ha detto il giornalista Fabio Piccoli, coordinatore del Consorzio Vini Vicentini, intervenuto alla serata come relatore “Motivare la base produttiva di una cantina sociale, trasformando i propri soci in imprenditori viticoli, è un processo culturale molto complesso – ha proseguito - Al di la' dell'aspetto di comunicazione e immagine, investire nella cultura è un atto che da' forza e autorevolezza al lavoro stesso dei produttori”.



Complimenti, buona iniziativa, soprattutto per un'azienda privata, che ne esprime l'attenzione rivolta al mondo della cultura. D'altro canto vino e cultura è sempre stato un binomio inscindibile. Peccato tuttavia che questa iniziativa sia stata poco pubblicizzata e "bloggata" nei numerosi blog del vino.....!
Scritto da: Ecce | 05 maggio 2009 a 21:26